Una volta che l'italiano-medio, di ritorno dalle vacanze rilassanti/con partenza intelligente, poteva ben dire: "Ci sono arrivato prima io!" ecco che - al solito - arriva l'americano-medio (parente di Marconi e spettatore del Jerry Springer) o inglese-medio (tifoso del Man City e bevitore di vino italo-bulgaro d'annata) a fregargli l'esclusiva. Non sto parlando di quelli che utilizzano le "altre" due (o tre) corsie autostradali soltanto per sorpassare e - naturalmente - in caso di emergenza; nè di quelli che sfrecciano dietro alle ambulanze (o al camion dei pompieri) per sfruttarne la scìa; e nemmeno di quelli che confondono la luce verde del semaforo di Pontedera con quella di Silverstone.
La notizia è di quelle da rivoluzione copernicana: mentre da noi è una legge scientifica che i lavori per la costruzione della settima corsia (utilizzabile dagli shuttle della Nasa e da qualche missile israeliano) debbano essere portati avanti in estate; e le mega opere pubbliche di berlusconiana memoria sono coperte fino alla sistemazione del cartello che le segnala, in Inghilterra sono un pezzo avanti: hanno infatti scoperto che, per rendere il traffico più veloce e scorrevole, c'è la corsia d'emergenza! cioè quella che, se usata impropriamente da noi, ti levano 368 punti dalla patente e ti danno come auto sostitutiva la jeep di Big Jim.
Ma gli esperti inglesi non si fermano qui: in una overdose di intuizionismo collettivo, degna del Merlino della Lavazza, scoprono che l'utilizzo della corsia d'emergenza sarebbe più economico della costruzione di una terza! e che tale utilizzo potrebbe essere esteso all'intero Regno Unito in tempi più che dimezzati rispetto a quelli che ci vorrebbero - appunto - per una nuova corsia.
Io personalmente, dopo questa notizia, sono corso al centro linguistico di ateneo e ho rubato una foto di Carlo e Camilla dalla Unit One, Lesson Three del Sussidiario. (Foto da http://get.edidomus.it, Approfondimenti su Corriere.it)
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Online l'intervista che io ed Helmut abbiamo fatto a Fabio De Min, Non Voglio Che Clara.